Galleria d'arte antica "Principessa Sissi"®
Via Gemona 10\12
33100 Udine (Italia, Italien, Italy), tel.+39 0432 229741, +39 3482325219

(Registro imprese Udine UD-237375, P.I.02124260304)


LINKS /LETTERATURA CONSIGLIATAPRIMA PAGINACHI E DOVE SIAMO CONTATTO\
RICH.NOTIZIE
GALLERIA  
LINKS /LITERATUREHOME PAGEWHO AND
WHERE WE ARE
CONTACT\
INFORMATION
ALL IMAGES
 

--> NAVIGAZIONE = INGRANDIRE RIDURRE TESTO DISPOSITIVI MOBILI: TOCCA DUE VOLTE SUL TESTO ==INGRANDIRE / RIDURRE FOTO TOCCA/CLICCA UNA VOLTA SU FOTO == PER INFO CLICCA CONTATTO /RICHIESTA NOTIZIE QUI SOPRA O ICONA WHATSAPP

 Abile scultore friulano / veneto del secolo XVIII° della scuola di Giacomo e Giovanni Martini. Pregevole scultura lignea in legno di tiglio con policromia originale raffigurante Maria Maddalena . Piccoli e circoscitti restauri policromi d'epoca posteriore, invisibili,  individuati con liuminescenza UV ma limitati a non più del 3 - 5 per cento della superficie.  Provenienza collezione privata borghesia udinese.  Misure cm. 100 d'alt. 37 di larghezza.

 

Scheda tecnica peritale - analisi dell' opera. Punti salienti

​Stile: La posa dinamica, quasi "a spirale" (il cosiddetto moto rotatorio), e il trattamento del panneggio con pieghe profonde e spigolose, sono tipici del barocco maturo/rococò friulano /veneto.

 ​Tecnica: La scultura è in legno di tiglio intagliato con una policromia che, sebbene presenti circoscritte lacune, conserva toni sobri (verde scuro, ocra/terra di Siena). Questo tipo di finitura è molto comune nelle botteghe friulane (come quelle di Udine o della Carnia) che risentivano sia dell'influenza veneziana che di quella dei maestri d'oltralpe. ​

Identificazione del Personaggio : ​La figura femminile presenta elementi iconografici che suggeriscono con forza l'identità di Maria Maddalena. ​I capelli che sono lunghi, sciolti e ricadono sulle spalle, costituiscono l'attributo principale della Santa che, secondo la tradizione, asciugò i piedi di Cristo con la propria chioma. ​

L'espressione e la posa: Il volto è segnato da un dolore composto ma intenso, con lo sguardo rivolto verso il basso (o verso una croce/oggetto ora mancante). La torsione del corpo suggerisce che in origine potesse far parte di un gruppo più ampio, probabilmente una Crocifissione o un Compianto sul Cristo morto, dove la Maddalena è solitamente raffigurata ai piedi della croce in preda alla disperazione. ​

Abbigliamento: La veste scura e il manto avvolgente riflettono lo stato di penitenza e lutto. ​

Attribuzione: lo stile richiama la produzione di importanti botteghe o autori dell'area friulana e del Cadore attivi nel Settecento eredità della tradizione scultorea dei precedenti Giacomo e Giovanni Martini.  Molte Maddalene o Marie prodotte in quest'ambito presentano quella stessa attaccatura dei capelli, molto ordinata e spartita al centro, che poi esplode in boccoli sulle spalle. Il trattamento del volto della nostra scultura, con il naso affilato e gli occhi leggermente incassati, richiama molto la produzione d'area udinese. ​Il Panneggio "a cartoccio"ossia le pieghe che sembrano quasi di carta stropicciata (visibili sul fianco destro della tua statua) sono tipiche di un gusto che guardava all'Austria, molto presente in Friuli.

Analisi del linguaggio simbolico.

Le pieghe delle vesti rivelano diversi aspetti fondamentali:

 ​1. Il Dinamismo e la Tensione Drammatica :​Le pieghe sono profonde, spigolose e "accartocciate" e servono a trasmettere un senso di agitazione interiore.La frammentazione della luce sulle superfici irregolari crea un forte chiaroscuro che enfatizza il pathos.Il vestito "riflette" il tormento dell'anima attraverso la complessità delle pieghe. ​

2. Il Moto Rotatorio (Torsione): ​Osservando l'andamento delle pieghe che avvolgono il corpo, si nota una linea diagonale che sale dal basso verso l'alto. ​Significato: Questo serve a guidare l'occhio dell'osservatore verso il volto della scultura. Le pieghe "spingono" la figura in una torsione che suggerisce un movimento improvviso, tipico del Barocco maturo e del primo Rococò, rendendo la statua viva e non statica.

​3. La Funzione Strutturale (L'Intaglio) ​In area veneto-friulana, l'uso del legno (in genere cirmolo o tiglio) permetteva sottosquadri molto profondi . Le pieghe così marcate servivano anche a nascondere le giunture dei blocchi di legno e a dare volume alla figura senza appesantirla eccessivamente. La rigidità di alcune pieghe "a cartoccio" è un'influenza diretta della scultura lignea tedesca e austriaca, filtrata attraverso il Friuli.

​4. Simbolismo del Rango e dello Stato : ​Il modo in cui il manto (la parte ocra) si sovrappone alla tunica scura serviva a definire il volume del corpo sottostante, nonostante la castigatezza dell'abito. ​Il contrasto tra la tunica aderente sul busto e l'ampio volume del manto inferiore serviva a dare monumentalità. Una figura con molte stoffe era simbolo di importanza; nel caso di una santa, indica la dignità del personaggio nonostante la sua condizione di penitente. ​

NOTE : La chioma in questa scultura è un elemento di particolare pregio esecutivo.

 ​1. La Tecnica del "Solco a V" ​L'intagliatore non si è limitato a suggerire la massa dei capelli, ma ha utilizzato sgorbie sottilissime per scavare ogni singola ciocca. ​Le scanalature sono profonde e parallele, creando un effetto ritmico che cattura la luce. Questo tipo di incisione netta serviva a dare tridimensionalità anche sotto la pittura, evitando che il colore "appiattisca" il volume della testa. ​

2. La Partizione Centrale e la Tensione : ​La scriminatura al centro è tipica dell'iconografia della Maddalena penitente o della Vergine addolorata del XVIII secolo. ​ La tensione dei capelli che aderiscono alle tempie per poi gonfiarsi sulle orecchie accentua la magrezza del volto. Questo contrasto serve a enfatizzare il carattere ascetico o sofferente del personaggio, un tratto molto amato dalla committenza religiosa friulana del '700. ​

3. Il Passaggio dal Rigore al Movimento:  ​Mentre sulla sommità del capo i capelli sono ordinati e simmetrici, man mano che scendono sulla spalla sinistra diventano una massa fluida e mossa.Questo disordine controllato simboleggia l'abbandono al dolore. In area veneta, la capacità di rendere la morbidezza dei capelli nel legno duro era il test definitivo per valutare la bravura di un maestro. Qui vediamo un passaggio magistrale dalla rigidità quasi scultorea della fronte alla morbidezza della treccia/ciocca che ricade sulla schiena. ​

4. La Policromia "a risparmio" ​Si nota come la pittura scura (bruno o terra d'ombra) sia stata stesa per accumularsi nei solchi dell'intaglio. ​Questo crea un'ombra naturale che rende i capelli quasi "vivi". Le piccole lacune della policromia permettono di vedere il fondo (una preparazione a gesso), confermando che l'opera non ha subito pesanti ridipinture moderne che ne avrebbero alterato i dettagli sottili.

Ulteriori dettagli della tecnica Costruttiva

1. Lo scavo del tronco (svuotamento del cuore del legno) Eliminando il midollo, la parte più densa e instabile del tronco, si permetteva al legno di "muoversi" e respirare senza spaccarsi con il variare dell'umidità nel corso dei secoli. Ridurre il peso era essenziale per statue destinate a essere collocate in alto su altari o trasportate durante le processioni.

​2.  ​Il taglio verticale: Si nota una fenditura centrale molto netta. Questo può indicare che la scultura è stata realizzata unendo due blocchi di legno o che ha subito uno stress strutturale nel punto di minor spessore, tipico delle opere settecentesche che hanno vissuto sbalzi termici.

​3. Tracce di Storia ​Si notano dei residui di preparazione (gesso e colla) e forse dei fori di fissaggio originali. ​Il retro "parla": la superficie scabra mostra i segni della sgorbia e dell'ascia, testimoniando un lavoro artigianale diretto, lontano dalle rifiniture industriali o dai calchi in gesso più tardi.

​Conclusione E' opera di devozione autentica. La combinazione tra la raffinatezza dell'intaglio frontale (visto prima nei capelli e nel panneggio) e la funzionalità del retro scavato è tipica delle botteghe friulane, che univano pregevole arte e pragmatismo tecnico.